Progetto ITANZANLIA

Il “Progetto ITANZANLIA” nasce dall’esperienza di alcuni capi scout dei gruppi “Caltanissetta 4”, “Locri 1” e “Palermo 1” e da alcuni soci dell’associazione AgisciPalermo Onlus.

Nell’aprile 2009, recandosi sul luogo,  si sono presi i primi contatti con i partner locali, individuati in sr. Marianna Ferri, italiana già scout, suora missionaria a Ipogolo, grosso villaggio nella provincia della città di Iringa, in Tanzania, e Padre Joseph Misunza, scout e viceparroco della parrocchia dello stesso Ipogolo. Con loro si è avuta l’idea di far partire la formazione di un gruppo scout a Ipogolo, pertanto è stata contattata l’Associazione Scout Tanzaniana.

Nell’aprile 2010 ci si è recati nuovamente in Tanzania verificando quanto nel frattempo era stato fatto. Il gruppo di Ipogolo, seppur in forma embrionale, esisteva già: oltre ai già citati Padre Joseph e sr. Marianna, era presente il Capo Reparto Bryson e si era seguiti dal Commissario Regionale John Sichone. Il gruppo dei primi scout aveva già partecipato alla “Giornata del Pensiero” nella grossa città di Mbeya nel mese di febbraio 2010 e ci si preparava a partecipare al “San Giorgio” interzonale a Udumuka (Lyasa), località dove sorgerà una “scuola” scout.

Nell’agosto 2010 si è tornati in Tanzania esaminando assieme ai responsabili associativi tanzaniani e al Vescovo di Iringa, Mons. Tarcisius Ngalalekumtwa, la possibilità di effettuare un campo scout internazionale a Iringa. Tale possibilità è stata accolta con molto entusiasmo dai nostri colleghi e amici tanzaniani e dal Vescovo.

Si è quindi messo mano a questo progetto per realizzare ciò.

  • Obiettivi:

1)    Trasformare il concetto dell’integrazione in interazione.
2)    Conoscenza della realtà tanzaniana ed attraverso questa della realtà africana.
3)    Educare all’intervento sociale equo e rispettoso, sottolineando l’attenzione all’altro indipendentemente dall’etnia, dalla nazionalità, dalla religione.
4)    Far nascere o incrementare la consapevolezza che come Scout e Guide siamo compartecipi di una fratellanza internazionale.
5)    Educare all’accettazione e alla valorizzazione delle diversità.
6)    Far vivere l’esperienza del servizio e l’esperienza dell’incontro. Il servizio come essenza fondamentale del metodo scout e della valorizzazione individuale di ogni ragazzo e della sua comunità; l’incontro come decentramento, uscita dal sé,  rotture dello stereotipo, valorizzazione della diversità, conoscenza di se stessi.
7)    Favorire la formazione del buon cittadino e della necessità della partecipazione attiva.
8)    Rendere possibile la conversione dall’emozione dell’esperienza vissuta ad un reale cambiamento del proprio stile di vita.
9)    Contribuire al dibattito personale e sociale riguardo il dialogo ecumenico e interreligioso.
10) Permettere ai partecipanti di poter dare uno sguardo al mondo “là fuori”, vivendo un’esperienza al di là dei confini nazionali e affrontando sul campo il tema della diversità religiosa, culturale e sociale, per poter apportare un contributo fattivo nelle comunità di appartenenza, in cui questi temi sono sempre più attuali e dibattuti.
11)  Favorire la strutturazione di personalità aperte alla dimensione di un mondo globalizzato e nello stesso tempo progettualmente capaci di assumere il proprio compito per umanizzare strutture e rapporti sociali.


GLI STRUMENTI

Gli strumenti sono:

  • relazione con le persone in toto, valorizzando “l’incontro” con i bambini e con gli studenti;
  • confronto e scambi culturali con istituzioni religiose e politiche, organizzazioni umanitarie, nuclei familiari;
  • attività di animazione e attività di servizio presso ospedali e orfanotrofi e per strada;
  • collaborazione con organizzazioni umanitarie in progetti già avviati;
  • percorsi di formazione;
  • itinerario di fede e attività di catechesi che consentano un reciproco arricchimento;
  • strumenti tipici della branca r/s: strada, servizio, comunità, etc.


IN CONCRETO

Campo di scoperta, così strutturato:

Le mattine saranno interamente dedicate alle possibili attività rientranti nel progetto:

a)     animazione dei bambini che convergono alla parrocchia di Ipogolo;
b)    animazione di strada dei bambini dell’intero villaggio;
c)     servizio strutturato presso la missione delle suore “Discepole del Redentore” nella Comunità  “Cristiani nel mondo”;
d)    cantiere di lavoro (sarà realizzato in muratura un locale multifunzione per accogliere i giovani del villaggio di Ipogolo)
Massima attenzione sarà posta affinché ogni singola attività diventi occasione di scoperta e di contatto con la realtà  (persone, strutture, territorio).

I pomeriggi saranno dedicati ad incontri a tema con persone significative su differenti tematiche: situazione religiosa, situazione politico-economica-sociale, organizzazioni umanitarie internazionali, ecc. Questi incontri permetteranno ai ragazzi di avere un momento di razionalizzazione concreto del vissuto e dei mille stimoli quotidiani. Alcuni pomeriggi invece saranno dedicati alla scoperta della città di Iringa e dei villaggi dell’immediata periferia, ponendo attenzione a cosa ci raccontano questi luoghi.

Le serate non saranno momenti di relax ma momenti di lavoro e di crescita: verranno utilizzate per le verifiche di metà e fine campo, per incontrare gente comune e per avere un’ulteriore visione informale della popolazione, per assistere e partecipare a feste tradizionali, per la veglia rover.

La vita di campo, dunque, diventerà essa stessa un’attività e un momento di relazione con la città e di lettura della realtà.

L’incontro che in questo contesto avverrà attraverso la scoperta della realtà locale e delle altre associazioni scout con cui i ragazzi si troveranno a condividere l’esperienza, contribuirà a realizzare la dimensione della fraternità e percepire la dimensione della mondialità del movimento.

FASE INVERNALE “INTERVENTO”

Questo terzo momento nasce dall’esigenza di come poter intervenire una volta tornati a casa, dopo l’esperienza  del campo vissuto in Tanzania.

Tutti i partecipanti sono chiamati a trasmettere e condividere con altri, attraverso svariate iniziative, ciò che hanno vissuto e ciò che hanno riportato a casa, per far sì che il loro “breve soggiorno” non resti solo un’esperienza intensa ma uno stimolo verso un obiettivo più ambizioso: LASCIARE IL MONDO UN PO’ MIGLIORE DI COME LO ABBIAMO TROVATO.

 

LOGISTICA

Luogo di realizzazione del progetto:
Stato: Tanzania
Regione: Iringa
Città/villaggio: Ipogolo
Diocesi: Iringa

Periodo: Luglio-Agosto (per un periodo massimo di 28 giorni)

A chi è rivolto? : Singoli RYS maggiorenni (massimo 2 dello stesso gruppo),  Comunità RYS (clan, fuoco o noviziato con al seguito un capo ogni dieci ragazzi/e), della Sicilia

Numero partecipanti: 25

Costi: la quota individuale è fissata per € 1200 (comprensiva di volo A/R, trasporti interni in Tanzania, vitto, alloggio, materiale progetto: quaderno, maglietta, ecc.).

Cosa necessita?: Passaporto valido per l’espatrio in corso di validità,  visto, vaccinazioni obbligatorie e consigliate,  certificato di stato di buona salute in corso di validità, consenso firmato da chi esercita la potestà per i minorenni.

Referenti in Tanzania: sr. Marianna Ferri (suora missionaria delle “Discepole del Redentore” nella comunità “Cristiani nel mondo”); Padre Paolo Msombe (parroco di Ipogolo); Padre Joseph Misunza (viceparroco della parrocchia di Ipogolo); S.E. Mons. Tarcisius Ngalalekumtwa (Vescovo di Iringa).

Responsabili:
(Staff Agesci Sicilia):
Petrantoni Laura (Caltanissetta 4)
Gargano Sergio (Palermo 1)
(Staff AgisciPalermo Onlus):
Crisci Antonio

Struttura del progetto:

 

Il progetto consta di tre fasi:

  1. 1.   Fase preparatoria: il momento primaverile di preparazione e studio – “osservazione”
  2. 2.   Fase di realizzazione: il momento estivo con un campo di almeno 15 giorni nel territorio di Ipogolo in Tanzania – “azione”
  3. 3.   Fase di cambiamento: il momento invernale che servirà a programmare e concretizzare l’esperienza vissuta in estate – “intervento”

 

Fase preparatoria

Sarà dedicata interamente alla formazione per capire e capirsi. Si effettueranno due o tre incontri con i partecipanti, nei quali si scoprirà insieme il bagaglio di conoscenze necessarie per poter affrontare utilmente il campo. Si cercherà di far comprendere agli R/S lo spirito con cui concretizzare la fase di realizzazione. Si approfondirà il tema di come gli scouts tanzaniani vivono, e di come l’associazione scout accompagna i ragazzi “all’ingresso nella società come cittadini attivi e impegnati”. Si cercherà di chiarire a quali differenti esigenze rispondono le diverse strutture della branca R/S nelle altre organizzazioni.

 

Fase di realizzazione

In estate si effettuerà un campo di almeno 18 giorni (compresi gli spostamenti) nel villaggio di Ipogolo, vivendo  insieme agli scouts tanzaniani momenti di confronto, di crescita e di lavoro. Tutto nello spirito dell’internazionalismo, mettendo a confronto i bagagli culturali e integrandoli ed effettuando momenti di svago e animazione con gli abitanti del luogo.

 

Fase di cambiamento

Nell’inverno successivo si effettuerà un incontro con i partecipanti all’evento, dopo aver “decantato” l’emozione del momento, per verificare insieme e concretizzare un progetto d’intervento continuativo. Ad es.: 1) sviluppo di temi legati all”ANDARE INCONTRO nei cammini di preparazione alle esperienze internazionali e interculturali; 2) partecipazione alle attività, programmi e progetti in Africa e nelle zone che dovessero diventare luoghi di chiamata alla solidarietà internazionale e alla testimonianza di pace; 3) diffusione nell’AGESCI (anche attraverso il sito) di storie quotidiane di altri scouts in altri paesi.

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